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Luca Oliveri |
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La creatività è un talento che ogni persona porta dentro di se |
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Il pittore all’opera |
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La mia pittura |
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L’Arte si rivolge alla persona che abbia sensibilità e passione per essa e più in generale all’essere umano. Dedicarsi seriamente ad una forma d’Arte non è solo un passatempo, ma risponde a un preciso bisogno dell’animo umano di realizzare più pienamente se stesso. La pratica artistica risveglia le nostre capacita progettuali e immaginative- ogni uomo ne è dotato- producendo uno stato di benessere sulla totalità della persona. Prendendo coscienza, durante il lavoro, del proprio talento artistico, aumenta la stima di se stessi e la fiducia nelle proprie capacita. La persona impegnata nell’atto creativo dimentica il tempo che passa e le preoccupazioni quotidiane, migliorando la qualità della propria vita. Si viene a creare quasi una sospensione del tempo, in quei momenti noi siamo completamente assorbiti dal particolare che stiamo dipingendo che il confine tra noi e la realtà diventa sempre più labile; il soggetto (noi) e l’oggetto (il tema del dipinto) coincidono e da questa unione nasce la nostra opera d’arte. Realizzare un’opera pittorica, significa creare una realtà novella che in qualche modo è una parte di noi stessi , rispecchia la nostra personalità ma che possiede una vita autonoma (qualcosa di simile ad un figlio) ed è soprattutto visibile anche dagli altri; questo permette di creare un canale di comunicazione tra il nostro “io” più intimo e la realtà al di fuori di noi. L’Arte non è qualcosa circoscritta a intenditori o una categoria relegata al lusso, ma un talento ( o vocazione) che ogni persona porta dentro, che per essere sviluppato ha bisogno di tempo quotidiano e di una tecnica adeguata che si affina sempre più perseverando nel lavoro. Riuscire a trovare ogni giorno del tempo da dedicare alla pittura è fondamentale; la perseveranza e la costanza del nostro impegno sono le basi per potere sviluppare un percorso artistico serio perchè l’arte in qualche modo si serve di noi , del nostro esserci e stare al mondo per concretizzarsi nella vita. La tecnica è ovviamente un aspetto fondamentale del fare arte, essa non può essere improvvisata o superficiale come spesso accade nell’arte contemporanea, ma va padroneggiata e fatta nostra, è il mezzo con il quale dobbiamo riuscire ad esprimerci , un linguaggio personale ma anche condiviso dagli altri. Ma la tecnica non può essere fine a se stessa, perché si corre il rischio di fare opere fredde, ineccepibili formalmente ma che non comunicano nulla (ad es. il manierismo). Essa è un formidabile strumento nelle “mani” della nostra creatività che ci deve permettere di essere espressivi .
Luca Oliveri |
Hanno detto di meE’ nato ad Ivrea nel 1973, si è diplomato all’Istituto statale d’Arte di Castellamonte (TO).E’ vicepresidente dell’associazione artistico-culturale Bottega de L’Incontro di Ivrea. Ama la pittura da sempre. La sua è un arte figurativa e realista. Nei suoi paesaggi e nei ritratti captiamo una vera e propria esplosione di colore. Per le sue trasparenze impiega prevalentemente l’olio; insegue l’equilibrio dell’immagine che però, ad un certo punto, rompe. Si reputa realista e figurativo perché sostiene che: “il pittore da giovane deve lasciarsi ispirare dall realtà che lo circonda, cosa che potrà abbandonare quando avra’ acquisito tutta la padronanza necessaria per esprimersi liberamente”. Metaforicamente si definisce “acqua che solca il terreno”; il suo obbiettivo principale è quello di andare oltre l’apparenza della cose ; vorrebbe rendere visibile ciò che non è.
Dottoressa Anna Aimone: |
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“L’arte è un gioco molto serio”: condotto da chi?
L'arte prima di tutto è un gioco nel senso dello stupore della meraviglia e del divertimento che prova un bambino davanti a un gioco o a qualcosa di bello; molto serio nel senso della volontà, della perseveranza e degli scopi che ha un adulto nella vita matura. Queste due componenti confluiscono nella mia arte. L'arte deve essere condotta prima di tutto dall'artista, che è a contatto diretto con l'idea e la materia e ha un privilegio assoluto, poi da un pubblico sensibile. Questa la mia idea sul critico: L'artista può vivere senza critico ma il critico non può vivere senza artista. Comunque non accetto l'idea del critico che può decidere il successo o il fallimento di un'artista. Per fare l'artista bisogna avere le p...e, perché bisogna confrontarsi con un mondo poco sensibile. C'e' poi la difficoltà economica, perché tutto costa, pennelli, tele, cornici, concorsi, mostre e la gente preferisce comprare i telefonini che i tuoi quadri. Comunque adesso non partecipo più a concorsi che costino troppo, anche perché non è giusto, io metto già la mia arte, che cosa volete di più?
In quale bottega hai incontrato la tua arte?
L'arte è sempre stata presente in me, solo che in alcuni momenti era nascosta. Sin da bambino e poi all'istituto d'arte. Poi un vuoto di qualche anno per poi esplodere da quando mi sono sposato grazie a mia moglie che mi ha spinto, a qualche amico e soprattutto grazie alla mia perseveranza e volontà. La pittura e' un dono che possiedi oppure è inutile.... (non serve neanche l'accademia).
Lo spazio dei tuoi pensieri è l’infinito o l’indefinito?
Lo spazio dei miei pensieri e' quel mondo interiore di idee di affetti e di suggestioni che cercano una più alta espressione nella pittura. In realtà il mio percorso artistico (rif. Caravaggio, Michelangelo, Cezanne, Fattori,) coincide con un mio percorso spirituale e filosofico (rif. Platone, Agostino, Schopenhauer, Nietzsche) che dalla realtà si trasfiguri in un universo più indefinito e vada oltre il visibile. In questo percorso prima bisogna acquisire gli strumenti strettamente pittorici ed espressivi e poi cercare il proprio mondo. Non so a che punto del percorso sono (ho acquisito i mezzi e forse devo ancora esplorare il mio mondo, oppure le due cose vanno di pari passo). Chi vuole fare il pittore deve assolutamente confrontarsi con il figurativo e poi andare oltre.... (ma forse non è necessario abbandonare il figurativo).
Hai mai conosciuto l’inverno dell’artista?
Se si intende dal punto di vista anagrafico no di certo. Piuttosto nel senso di introspezione, abbandonando i legami della vita attiva per abbandonarsi ad una vita contemplativa, forse qualche volta l'ho conosciuto questo tipo di inverno. Dell' inverno amo il silenzio e la profonda pace; questo non vuol dire che non mi piaccia l'estate con la sua esuberanza ed energia.
Che colori veste l’arte?
I colori sono la componente emotiva di un dipinto, mentre il disegno e la componente razionale. I colori bisogna "sentirli", senza stare li molto a pensarci, perché per raggiungere la tonalità e la sfumatura voluta serve solo sensibilità e "sensazione". Inoltre i colori sono molto personali ed ognuno li vede a modo proprio; mia caratteristica ad esempio è l'uso di un colore vivo e luminoso. Il disegno al contrario deve essere preciso e ben proporzionato quasi impersonale per far si che il dipinto abbia una struttura solida. Disegno e colore non sono però così nettamente distinti, merito dell'artista e cercare di fonderli insieme.
Cosa dicono gli “Occhi d’Oriente”?
Il dipinto "occhi d'oriente" e' uno dei più apprezzati. La mia idea e' che esso rappresenti il "femminile", con il proprio mistero e sensualità. C'è poi sotto la profonda attrazione che provo verso l'oriente , soprattutto verso l'india e la sua spiritualità (non una falsa new age). Trovo che la "vera" india sia ancora pervasa da un forte senso del sacro e del mistero della vita che noi occidentali abbiamo un po' perso. I colori poi sono struggenti. In un ritratto fondamentale è la forza dello sguardo che deve essere profondo ed espressivo.
Sei ospitato dall’arte o tu ospiti lei?
Penso che l'arte ospiti me, nel senso che mi è data la possibilità attraverso lei di esprimermi e di dare più significato alla vita. Essa mi chiama ed io rispondo, come una vocazione.
Cos’è la Bottega d’Arte della Casa dell’Ospitalità ?
La "Bottega d'Arte" nasce nel settembre 2003 . Essa è un laboratorio dove si insegna a disegnare e a dipingere ad olio a persone in condizioni di sofferenza psichica , che ha come riferimento l'arte figurativa occidentale (il termine "bottega" è riferito alle botteghe sviluppatesi lungo tutto il nostro rinascimento, composte da allievi e maestro e con forte connotazione artigianale).
Perche' le arti visive nella riabilitazione psichiatrica ?
Il tracciare un segno grafico, significa "io sono al mondo e posso lasciare un segno della mia presenza". E' un gesto che personalizza cio' che ci circonda, che ci permette di diventare creatori di qualcosa esterno a noi. Questa realta' nuova e' specchio di noi stessi. Con l'acquisizione di una tecnica pittorica e di maggiori capacita' espressive insieme al lavoro creativo e progettuale dell'immaginazione, si apre una breccia nel muro esistente tra la persona in condizioni di sofferenza psichica e il mondo per essa minaccioso. Quindi le arti visive e qui nello specifico la pittura, ci permettono di affrontare uno dei problemi maggiori dovuti al grave disagio psichico, cioè l'isolamento e il conflitto con il mondo esterno. L'impegno dell'artista nel dare un significato più profondo alla realtà, di cercare di organizzare il caos del mondo e di fissare la bellezza per preservarla dall'opera distruttrice del tempo, e' simile allo sforzo che compie la persona in condizioni di sofferenza psichica nell'organizzare e nel dare senso alla sua esperienza. L' Arte è il ponte che consente di passare dall'isolamento della sofferenza alla vita condivisa all'interno della comunità umana, può quindi essere una via di salvezza che permette alla persona disorientata di riorientarsi nella propria vita. C'e' poi da considerare il profondo beneficio psicofisico che scaturisce da un lavoro creativo che è in primo luogo artigianale, nel prendere coscienza delle proprie capacità e dei propri limiti, dal sentirsi dire "bravo, hai fatto un buon lavoro"; tutto questo non puo' che aumentare la stima in se stessi, in persone che spesso ne hanno cosi' poca.
Intervista di Alessandra Bilei |
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Inoltre collaboro con la cooperativa “L’arte della Cura”di Ivrea (TO)e la cooperativa “L’esprit a L’envers” di Donnas, (AO) le quali operano nella riabilitazione sociale e la promozione della salute mentale, come conduttore di laboratori espressivi di pittura. Sono anche vicepresidente dell’associazione artistico culturale Bottega de L’Incontro di Ivrea.
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