Menu principale:
LUCA OLIVERI
Nato ad Ivrea nel 1973, si è diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Castellamonte (TO). E' presidente dell'associazione artistico culturale Bottega de "L'incontro" di Ivrea.
Collabora con le cooperative "L'arte della cura" di Ivrea e" L'esprit a' l'envers" di Aosta per le quali conduce laboratori espressivi di pittura in comunità psichiatriche. Collabora anche con il Liceo Scentifico "Gramsci" di Ivrea affiancando il prof. Davide Bombino nel progetto "I colori della mente".
LA MIA PITTURA
L’Arte si rivolge alla persona* che abbia sensibilità e passione per essa e più in generale all’essere umano. Dedicarsi seriamente ad una forma d’Arte non è solo un passatempo, ma risponde a un preciso bisogno dell’animo umano di realizzare più pienamente se stesso. La pratica artistica risveglia le nostre capacita progettuali e immaginative-
La persona impegnata nell’atto creativo dimentica il tempo che passa e le preoccupazioni quotidiane, migliorando la qualità della propria vita. Si viene a creare quasi una sospensione del tempo, in quei momenti noi siamo completamente assorbiti dal particolare che stiamo dipingendo che il confine tra noi e la realtà diventa sempre più labile; il soggetto (noi) e l’oggetto (il tema del dipinto) coincidono e da questa unione nasce la nostra opera d’arte. L’artista assorbe la realtà come fosse una spugna, la rielabora all’interno di se con meccanismi al limite tra l’inconscio e la coscienza vigile e la restituisce al mondo arricchita.
Realizzare un’opera pittorica, significa creare una realtà novella che in qualche modo è una parte di noi stessi , rispecchia la nostra personalità ma che possiede una vita autonoma (qualcosa di simile ad un figlio) ed è soprattutto visibile anche dagli altri; questo permette di creare un canale di comunicazione tra il nostro “io” più intimo e la realtà al di fuori di noi.
L’Arte non è qualcosa circoscritta a intenditori o una categoria relegata al lusso, ma un talento ( o vocazione) che ogni persona porta dentro, che per essere sviluppato ha bisogno di tempo quotidiano e di una tecnica adeguata che si affina sempre più perseverando nel lavoro. Riuscire a trovare ogni giorno del tempo da dedicare alla pittura è fondamentale; la perseveranza e la costanza del nostro impegno sono le basi per potere sviluppare un percorso artistico serio perchè l’arte in qualche modo si serve di noi , del nostro esserci e stare al mondo per concretizzarsi nella vita.
La tecnica è ovviamente un aspetto fondamentale del fare arte, essa non può essere improvvisata o superficiale come spesso accade nell’arte contemporanea, ma va padroneggiata e fatta nostra, è il mezzo con il quale dobbiamo riuscire ad esprimerci , un linguaggio personale ma anche condiviso dagli altri. Ma la tecnica non può essere fine a se stessa, perché si corre il rischio di fare opere fredde, ineccepibili formalmente ma che non comunicano nulla (ad es. il manierismo). Essa è un formidabile strumento nelle “mani” della nostra creatività che ci deve permettere di essere espressivi .
I colori sono la componente emotiva di un dipinto, mentre il disegno e la componente razionale. I colori bisogna "sentirli", senza stare li molto a pensarci, perché per raggiungere la tonalità e la sfumatura voluta serve solo sensibilità e "sensazione". Inoltre i colori sono molto personali ed ognuno li vede a modo proprio; mia caratteristica ad esempio è l'uso di un colore vivo e luminoso. Il disegno al contrario deve essere preciso e ben proporzionato quasi impersonale per far si che il dipinto abbia una struttura solida. Disegno e colore non sono però così nettamente distinti, merito dell'artista e cercare di fonderli insieme. Il soggetto del dipinto è sempre un’immagine che ti attrae per qualche misterioso motivo. Spesso i soggetti dei miei quadri sono volti di persone sconosciute e lontane, nei quali traspare una forte dignità o il più delle volte una profonda spiritualità. Il mio amore per l’india (e per i paesi poveri o in via di sviluppo o ancora fortemente rurali) nasce dal fatto che pur essendo un paese povero è ancora pervasa nelle sue case nei suoi vicoli e nelle sue campagne da un senso religioso profondo che noi ricchi occidentali abbiamo perso.
* Per persona intendo sia l’essere umano “normale” sia il malato psicototico nella sua particolare condizione di sofferenza che differisce dal primo solo per disagio e fragilità e non per dignità e potenzialità.
Luca Oliveri
HANNO DETTO DI ME
"Saggezza Indiana", "Lo spazio dei miei pensieri", "Il Borghetto", sono ititoli di alcune tele, titoli che tradiscono la vera essenza di queste opere che, attraverso la contemplazione di paesaggi lontani e talvolta sognati o, viceversa, di scenari tratti dalla vita quotidiana, dai luoghi dell'infanzia e della memoria, svelano l'interiorità di un'artista alla continua ed estenuante ricerca dell'essenza e della verità celate dietro l'apparenza e la mera esteriorità delle cose.
Dal pennello di questo pittore prendono forma immagini vive, di rara espressività che, come scatti di una fotografia, riproducono in maniera capillare e ossessiva ogni minimo particolare, come se il più piccolo dei tasselli permettesse di ricomporre il grosso puzzle che svela l'essenza della materia.
Quella di Oliveri è una tecnica e un linguaggio visivo ma è più di tutto una filosofia, un modo di vedere e riflettere sulle cose che lo circondano e dalle quali trae costante ispirazione.
Luca Oliveri con le sue opere su tela, si sta facendo rapidamente strada nel circuito artistico, partecipando a concorsi di rilievo nazionale.
CRI.VI.
Ama la pittura da sempre. Nei suoi paesaggi e nei ritratti captiamo una vera e propria esplosione di colore. Per le sue trasparenze impiega prevalentemente l'olio; insegue l'equilibrio dell'immagine che, ad un certo punto, rompe.
Prof. Anna Aimone
...per la capacità di accostare elementi pittorici esaltando, attraverso la luce, l'intensità del soggetto calato nel mistero.
Giuria del concorso di Donnas, 2005
...per la buona tecnica esecutiva, il plasticismo della figura e l'intensità dell'espressione.
Giuria del concorso di Donnas, 2004
L’arte è un gioco molto serio”: condotto da chi?
L'arte prima di tutto è un gioco nel senso dello stupore della meraviglia e del divertimento che prova un bambino davanti a un gioco o a qualcosa di bello; molto serio nel senso della volontà, della perseveranza e degli scopi che ha un adulto nella vita matura. Queste due componenti confluiscono nella mia arte. L'arte deve essere condotta prima di tutto dall'artista, che è a contatto diretto con l'idea e la materia e ha un privilegio assoluto, poi da un pubblico sensibile. Questa la mia idea sul critico: L'artista può vivere senza critico ma il critico non può vivere senza artista. Comunque non accetto l'idea del critico che può decidere il successo o il fallimento di un'artista. Per fare l'artista bisogna avere le p...e, perché bisogna confrontarsi con un mondo poco sensibile. C'e' poi la difficoltà economica, perché tutto costa, pennelli, tele, cornici, concorsi, mostre e la gente preferisce comprare i telefonini che i tuoi quadri. Comunque adesso non partecipo più a concorsi che costino troppo, anche perché non è giusto, io metto già la mia arte, che cosa volete di più?
In quale bottega hai incontrato la tua arte?
L'arte è sempre stata presente in me, solo che in alcuni momenti era nascosta. Sin da bambino e poi all'istituto d'arte. Poi un vuoto di qualche anno per poi esplodere da quando mi sono sposato grazie a mia moglie che mi ha spinto, a qualche amico e soprattutto grazie alla mia perseveranza e volontà. La pittura e' un dono che possiedi oppure è inutile.... (non serve neanche l'accademia).
Lo spazio dei tuoi pensieri è l’infinito o l’indefinito?
Lo spazio dei miei pensieri e' quel mondo interiore di idee di affetti e di suggestioni che cercano una più alta espressione nella pittura. In realtà il mio percorso artistico ( rif. Caravaggio, Michelangelo, Cezanne, Fattori,) coincide con un mio percorso spirituale e filosofico ( rif. Platone , Agostino, Schopenhauer, Nietzsche) che dalla realtà si trasfiguri in un universo più indefinito e vada oltre il visibile. In questo percorso prima bisogna acquisire gli strumenti strettamente pittorici ed espressivi e poi cercare il proprio mondo. Non so a che punto del percorso sono (ho acquisito i mezzi e forse devo ancora esplorare il mio mondo, oppure le due cose vanno di pari passo). Chi vuole fare il pittore deve assolutamente confrontarsi con il figurativo e poi andare oltre.... ( ma forse non è necessario abbandonare il figurativo).
Hai mai conosciuto l’inverno dell’artista?
Se si intende dal punto di vista anagrafico no di certo. Piuttosto nel senso di introspezione, abbandonando i legami della vita attiva per abbandonarsi ad una vita contemplativa, forse qualche volta l'ho conosciuto questo tipo di inverno. Dell' inverno amo il silenzio e la profonda pace; questo non vuol dire che non mi piaccia l'estate con la sua esuberanza ed energia.
Che colori veste l’arte?
I colori sono la componente emotiva di un dipinto, mentre il disegno e la componente razionale. I colori bisogna "sentirli", senza stare li molto a pensarci, perché per raggiungere la tonalità e la sfumatura voluta serve solo sensibilità e "sensazione". Inoltre i colori sono molto personali ed ognuno li vede a modo proprio; mia caratteristica ad esempio è l'uso di un colore vivo e luminoso. Il disegno al contrario deve essere preciso e ben proporzionato quasi impersonale per far si che il dipinto abbia una struttura solida. Disegno e colore non sono però così nettamente distinti, merito dell'artista e cercare di fonderli insieme.
Cosa dicono gli “Occhi d’Oriente”?
Il dipinto "occhi d'oriente" e' uno dei più apprezzati. La mia idea e' che esso rappresenti il "femminile", con il proprio mistero e sensualità. C'è poi sotto la profonda attrazione che provo verso l'oriente , soprattutto verso l'india e la sua spiritualità ( non una falsa new age). Trovo che la "vera" india sia ancora pervasa da un forte senso del sacro e del mistero della vita che noi occidentali abbiamo un po' perso. I colori poi sono struggenti. In un ritratto fondamentale è la forza dello sguardo che deve essere profondo ed espressivo.
Sei ospitato dall’arte o tu ospiti lei?
Penso che l'arte ospiti me, nel senso che mi è data la possibilità attraverso lei di esprimermi e di dare più significato alla vita. Essa mi chiama ed io rispondo, come una vocazione.
Intervista di Elisabetta Bilei